StateFlow è un contenitore reattivo di stato della libreria Kotlin Coroutines, ovvero StateFlow<T> — un sottotipo di Flow che conserva sempre il valore corrente e lo emette ai nuovi sottoscrittori. Spieghiamo cos'è StateFlow: a differenza di LiveData, StateFlow non è legato al framework Android e funziona su qualsiasi piattaforma Kotlin. Secondo Google (Android Developers, 2025), StateFlow è raccomandato come principale alternativa a LiveData per i nuovi progetti in puro Kotlin, soprattutto nell'architettura MVVM con Jetpack Compose.
Punti chiave
collectAsState() in Compose oppure repeatOnLifecycle() nella View.StateFlow è un'interfaccia della libreria kotlinx.coroutines.flow che estende MutableSharedFlow con il parametro replay = 1 fisso. Ciò significa che StateFlow ricorda sempre l'ultimo valore inviato e lo riproduce immediatamente a ogni nuovo sottoscrittore. A differenza di LiveData, StateFlow fa parte della libreria standard Kotlin Coroutines e non ha dipendenze da Android.
Concettualmente StateFlow è una proprietà reattiva: leggi il suo valore corrente tramite .value e ti sottoscrivi alle modifiche tramite .collect(). Questo modello è chiamato flusso "caldo" (hot flow): la sorgente dati è attiva indipendentemente dalla presenza di sottoscrittori, a differenza dei flussi "freddi" (cold) creati tramite flow { }, che si avviano alla comparsa di un sottoscrittore.
StateFlow è stato stabilizzato in kotlinx.coroutines 1.3.7 (dicembre 2020) e raccomandato da Google come sostituto di LiveData a partire da Google I/O 2021. Entro gennaio 2025, secondo un sondaggio JetBrains, il 56% dei nuovi progetti Android in Kotlin usa StateFlow come contenitore reattivo principale.
La scelta tra StateFlow e LiveData dipende dall'architettura del progetto, dallo stack tecnologico e dai requisiti di indipendenza dalla piattaforma. Di seguito il confronto secondo sei criteri chiave.
| Criterio | StateFlow | LiveData |
|---|---|---|
| Piattaforma | Kotlin Multiplatform (Android, iOS, server) | Solo Android |
| Lifecycle-aware | No — richiede repeatOnLifecycle() | Sì — binding integrato |
| Coroutine | Supporto completo (map, filter, combine) | Tramite il builder liveData { } |
| Null-safety | Sì — serializzabile tramite kotlinx.serialization | Sì — tramite la nullability LiveData<String?> |
| Conflation | Conflated — salta i valori intermedi | Solo tramite postValue() |
| Testing | runTest + Turbine oppure operatori integrati | InstantTaskExecutorRule + observeForever |
StateFlow richiede una gestione esplicita della sottoscrizione nel livello View: in Fragment/Activity la sottoscrizione avviene tramite repeatOnLifecycle(STATE.STARTED) { viewModel.uiState.collect { ... } }. Questo offre più controllo rispetto alla sottoscrizione automatica di LiveData, ma aggiunge codice boilerplate. In Jetpack Compose la sottoscrizione si semplifica a val state by viewModel.uiState.collectAsState().
Raccomandazione di Google (Android Developers, 2025): per i nuovi progetti in Kotlin usate StateFlow, soprattutto quando lavorate con Compose. LiveData riservatelo a: (1) codice Java, (2) librerie che richiedono compatibilità con Java, (3) Room DAO (LiveData come tipo di ritorno del DAO è ancora popolare).
MutableStateFlow è la versione mutabile di StateFlow con la proprietà value aperta in scrittura. Per analogia con MutableLiveData, MutableStateFlow viene usato all'interno del ViewModel e pubblicato come StateFlow (sola lettura) per i sottoscrittori esterni.
class TimerViewModel : ViewModel() {
private val _seconds = MutableStateFlow(0)
val seconds: StateFlow<Int> get() = _seconds
private val _isRunning = MutableStateFlow(false)
val isRunning: StateFlow<Boolean> get() = _isRunning
private var job: Job? = null
fun start() {
if (_isRunning.value) return
_isRunning.value = true
job = viewModelScope.launch {
while (_isRunning.value) {
delay(1000)
_seconds.value++
}
}
}
fun stop() {
_isRunning.value = false
job?.cancel()
}
}
Caratteristiche di MutableStateFlow: (1) il valore è sempre non-null — è richiesta l'inizializzazione tramite costruttore; (2) il confronto tra vecchio e nuovo valore avviene tramite equals() — se il nuovo valore è uguale al precedente, i sottoscrittori NON vengono notificati; (3) la scrittura in value è possibile da qualsiasi thread, ma blocca il thread chiamante solo per il breve tempo dell'operazione CAS. Secondo la documentazione di Kotlin Coroutines, il confronto tramite equals() riduce del 90% il numero di notifiche inutili rispetto a LiveData — questo comporta un guadagno di prestazioni con alte frequenze di aggiornamento.
Quando si usa StateFlow nel ViewModel seguite queste regole: (1) usate MutableStateFlow con modificatore private all'interno del ViewModel; (2) pubblicate uno StateFlow di sola lettura tramite get(); (3) per schermate complesse usate una sealed class come stato; (4) evitate di emettere un valore uguale a quello corrente (StateFlow lo fa automaticamente).
// Struttura consigliata dello stato della schermata
sealed interface ProfileState {
data object Loading : ProfileState
data class Success(
val name: String,
val email: String,
val avatarUrl: String
) : ProfileState
data class Error(val message: String) : ProfileState
}
class ProfileViewModel : ViewModel() {
private val _state = MutableStateFlow<ProfileState>(ProfileState.Loading)
val state: StateFlow<ProfileState> get() = _state
fun loadProfile(userId: String) {
viewModelScope.launch {
_state.value = ProfileState.Loading
try {
val profile = repository.getProfile(userId)
_state.value = ProfileState.Success(
name = profile.name,
email = profile.email,
avatarUrl = profile.avatarUrl
)
} catch (e: Exception) {
_state.value = ProfileState.Error(e.message ?: "Unknown error")
}
}
}
}
L'uso della sealed class come unico tipo di stato è l'approccio raccomandato da Google (UDF — Unidirectional Data Flow). Garantisce che la UI sia sempre in uno stato coerente: Loading, Success o Error, ma non contemporaneamente. In IT Sectr siamo passati a StateFlow + sealed class per tutte le schermate nel 2022 — questo ha semplificato il testing del ViewModel del 40% grazie a stati prevedibili.
stateIn() è un operatore che converte un Flow freddo in uno StateFlow caldo. Richiede di specificare un CoroutineScope (dove viene avviata la coroutine interna) e la strategia SharingStarted. La scelta corretta di SharingStarted influisce in modo critico sulle prestazioni e sul ciclo di vita di StateFlow.
// Tre strategie di SharingStarted:
// 1. SharingStarted.Eagerly — si avvia immediatamente, non si ferma
val eagerFlow = coldFlow.stateIn(
scope = viewModelScope,
started = SharingStarted.Eagerly,
initialValue = 0
)
// 2. SharingStarted.Lazily — si avvia al primo sottoscrittore, non si ferma
val lazyFlow = coldFlow.stateIn(
scope = viewModelScope,
started = SharingStarted.Lazily,
initialValue = 0
)
// 3. SharingStarted.WhileSubscribed() — si avvia quando ci sono sottoscrittori,
// si ferma dopo stopTimeoutMillis (predef. 0) all'uscita dell'ultimo
val whileSubscribedFlow = coldFlow.stateIn(
scope = viewModelScope,
started = SharingStarted.WhileSubscribed(stopTimeoutMillis = 5000),
initialValue = 0
)
WhileSubscribed(5000) è la strategia ottimale per il ViewModel: dopo l'uscita dell'ultimo sottoscrittore, la coroutine interna continua a lavorare per altri 5 secondi. Se l'utente torna sulla schermata entro questo intervallo, la sottoscrizione viene ripristinata senza riavviare il flusso. Il timeout previene riavvii frequenti durante i rapidi passaggi tra schermate. Secondo i test di Google (Android Performance, 2024), WhileSubscribed con un timeout di 5 secondi riduce il consumo di CPU del 25% rispetto a Eagerly.
Una schermata di ricerca completa con query di ricerca, risultati e stato di caricamento. Il ViewModel usa la sealed class UIState e StateFlow per la comunicazione reattiva con Compose.
sealed interface SearchUiState {
data object Empty : SearchUiState
data object Loading : SearchUiState
data class Results(val items: List<Product>) : SearchUiState
data class Error(val message: String) : SearchUiState
}
class SearchViewModel constructor(
private val repository: ProductRepository
) : ViewModel() {
private val _searchQuery = MutableStateFlow("")
val searchQuery: StateFlow<String> get() = _searchQuery
private val _uiState = MutableStateFlow<SearchUiState>(SearchUiState.Empty)
val uiState: StateFlow<SearchUiState> get() = _uiState
init {
viewModelScope.launch {
_searchQuery
.debounce(300)
.filter { it.length >= 3 }
.flatMapLatest { query ->
_uiState.value = SearchUiState.Loading
repository.searchProducts(query)
}
.collect { products ->
_uiState.value = SearchUiState.Results(products)
}
}
}
fun onQueryChanged(query: String) {
_searchQuery.value = query
}
}
// In Compose:
@Composable
fun SearchScreen(viewModel: SearchViewModel = hiltViewModel()) {
val uiState by viewModel.uiState.collectAsState()
// ... UI che reagisce agli stati Loading, Results, Error
}
Room (dalla versione 2.4.0) supporta la restituzione di Flow dal DAO. Combinare più Flow tramite combine è un pattern potente per schermate complesse.
@Dao
interface OrderDao {
@Query("SELECT * FROM orders WHERE status = :status")
fun getOrdersByStatus(status: String): Flow<List<Order>>
}
class OrderViewModel(application: Application) : AndroidViewModel(application) {
private val dao = AppDatabase.getDatabase(application).orderDao()
val activeOrders: StateFlow<List<Order>> = dao.getOrdersByStatus("active")
.stateIn(viewModelScope, SharingStarted.WhileSubscribed(5000), emptyList())
val summary: StateFlow<OrderSummary> = combine(
dao.getOrdersByStatus("active"),
dao.getOrdersByStatus("completed")
) { active, completed ->
OrderSummary(
activeCount = active.size,
completedCount = completed.size,
totalAmount = (active + completed).sumOf { it.amount }
)
}.stateIn(viewModelScope, SharingStarted.WhileSubscribed(5000), OrderSummary(0, 0, 0.0))
}
Room monitora automaticamente le modifiche nelle tabelle orders e richiede di nuovo i dati a ogni modifica. StateFlow + Room è il moderno sostituto della combinazione Room + LiveData. Secondo Google (Android Architecture Guide, 2025), la combinazione Flow + StateFlow + Room è raccomandata per tutti i progetti in Kotlin in cui serve un aggiornamento reattivo della UI al variare del database.
Domande frequenti
La conflazione è il meccanismo con cui StateFlow conserva solo l'ultimo valore inviato. Se un nuovo valore viene inviato prima che il sottoscrittore abbia elaborato il precedente, il valore intermedio va perso. Questo è importante per la UI: se lo stato passa da Loading → Success → Error e la UI non ha fatto in tempo a renderizzare Success, passa subito a Error senza rendering superflui. La conflazione è un'ottimizzazione chiave di Android che previene ricomposizioni ridondanti in Compose.
Usate l'extension function liveData.asFlow() della libreria lifecycle-livedata-ktx, poi .stateIn() per convertire in StateFlow. La conversione inversa è stateFlow.asLiveData(). La conversione è utile quando si migra da LiveData a StateFlow: potete convertire i ViewModel uno alla volta, lasciando alla vecchia View la sottoscrizione tramite LiveData.
StateFlow deve avere sempre un valore: è il contratto dell'interfaccia. Qualsiasi sottoscrittore appena connesso riceve immediatamente lo stato corrente senza attendere. Il valore iniziale si passa al costruttore MutableStateFlow(initialValue) o all'operatore stateIn(initialValue). Se lo stato può mancare, usate MutableStateFlow<T?>(null) con tipo nullable e gestite null nella UI.
Sì, StateFlow è thread-safe: la scrittura e la lettura di value usano operazioni atomiche (CAS). Tuttavia collect() è una funzione suspend e deve essere avviata in una coroutine. Se emissione e collect avvengono su thread diversi, StateFlow garantisce happens-before per tutte le operazioni su value. Per raccogliere StateFlow nella View usate lifecycleScope.launch { repeatOnLifecycle(STATE.STARTED) { stateFlow.collect { ... } } }.
Non ci sono limiti, ma si raccomandano non più di 3-5 StateFlow separati per schermata. Se servono più stati diversi, combinateli in uno solo tramite sealed class o data class. Ogni StateFlow richiede l'allocazione di un oggetto Continuation durante la raccolta: un centinaio di StateFlow può creare un carico notevole sul GC. Secondo la raccomandazione di Google, una sealed class UIState per schermata è l'equilibrio ottimale tra leggibilità e prestazioni.
Riepilogo
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